Tarocchi di Marsiglia e Tarocchi Waite: storia, differenze e come usarli in tarologia e cartomanzia

Tarocchi di Marsiglia e Tarocchi Waite come usarli in tarologia e cartomanzia

Se ti sei mai avvicinato al mondo della cartomanzia o della tarologia, ti sarai sicuramente trovato davanti a un bivio fondamentale: confrontarsi con i Tarocchi di Marsiglia e i Tarocchi Waite (noti anche come Rider-Waite-Smith).

Questi due mazzi rappresentano i pilastri assoluti della tradizione tarologica mondiale. Sebbene entrambi utilizzino il mazzo tradizionale di 78 lame, le loro origini, la struttura visiva e i metodi di lettura differiscono profondamente.

In questo articolo esploreremo la storia di questi due capolavori, le differenze chiave e il loro legame con i simboli alchemici ed esoterici, per comprendere come usarli al meglio nella pratica della tarologia e della cartomanzia.

1. Origini e storia: dalla Francia rinascimentale all’Inghilterra vittoriosa

Comprendere le radici storiche di questi mazzi è il primo passo fondamentale per cogliere la loro essenza e il valore simbolico che portano con sé.

  • I Tarocchi di Marsiglia (Nicolas Conver): Le origini dei Tarocchi di Marsiglia affondano le radici nell’Europa rinascimentale, ma la versione canonica e più celebre è quella incisa a Marsiglia nel 1760 da Nicolas Conver. Questo mazzo ha codificato lo stile tradizionale con colori primari brillanti, tratti decisi e una struttura grafica che richiama le antiche vetrate gotiche e le stampe xilografiche. È considerato il mazzo storico per eccellenza, specchio di una visione collettiva e medievale del simbolismo.
  • I Tarocchi Waite (Rider-Waite-Smith): Pubblicati nel 1909 e ideati dall’occultista Arthur Edward Waite con i rivoluzionari dipinti dell’artista Pamela Colman Smith (membro dell’Ordine Ermetico della Alba Dorata – Golden Dawn), questi tarocchi nacquero per rompere con il passato. Per la prima volta nella storia, le lame minori non contenevano solo i semi numerici stilizzati, ma vere e proprie scene narrative capaci di raccontare una storia visiva immediata

2. Le differenze strutturali e visive: l’inversione di Forza e Giustizia

Arcani Minori

  • Marsiglia: Gli Arcani Minori (Coppe, Denari, Spade, Bastoni) presentano solo le figure geometriche o simboliche dei semi, richiedendo una profonda conoscenza numerologica e intuitiva.
  • Waite: Ogni carta minore illustra una scena di vita o un archetipo emotivo, permettendo di cogliere immediatamente la sfumatura narrativa del messaggio.

L’inversione degli Arcani: Forza e Giustizia

Una delle differenze più affascinanti e discusse riguarda la numerazione degli Arcani Maggiori. Nei Tarocchi di Marsiglia, la Giustizia è l’Arcano numero VIII e la Forza è l’undicesimo (XI).

Nei Tarocchi Waite, invece, questa numerazione viene invertita: la Forza diventa l’Arcano VIII e la Giustizia diventa l’Arcano XI. Questa scelta non fu casuale, ma fu voluta da Arthur Edward Waite e dalla Golden Dawn per seguire rigorosamente la corrispondenza astrologica con i segni dello zodiaco (abbinando la Forza al segno del Leone e la Giustizia alla Bilancia), inserendo i tarocchi all’interno di un sistema ermetico e cabalistico coerente.

Nei nomi e nella numerazione delle altre lame si notano variazioni classiche: ad esempio, il celebre Arcano della torre viene tradizionalmente chiamato Casa Dio nella dizione classica, mentre l’Arcano numero VI è l’innamorato.

3. L’approccio esoterico e alchemico

Entrambi i mazzi possiedono una fitta trama simbolica legata alla tradizione ermetica, ma con finalità diverse:

  • L’alchimia nei Marsiglia: Il mazzo di Nicolas Conver è intriso di rimandi alchemici legati alla Grande Opera, alla trasformazione della materia grezza attraverso i colori primari e la posizione dei corpi negli Arcani Maggiori.
  • L’ermetismo dei Waite: Waite e Pamela Colman Smith infusero nel mazzo una sintesi di Kabbalah ebraica, astrologia e cristianesimo esoterico, rendendo palesi i simboli planetari ed elementali.

Come usarli in tarologia e cartomanzia: possono coesistere?

La risposta è assolutamente . In tarologia e cartomanzia possono essere usati tutti e due i mazzi, poiché entrambi assolvono pienamente al compito di svelare i messaggi archetipici, pur rispettando le profonde differenze strutturali che vengono offerte. Non esiste un mazzo superiore all’altro: cambiano il linguaggio visivo e il metodo di decodifica, ma la profondità dei messaggi riportati nelle lame rimane intatta in entrambi i sistemi.

Tuttavia, all’interno di un percorso di apprendimento serio e strutturato, è sempre consigliato studiare prima i Tarocchi di Marsiglia per poi approcciarsi ai Waite. Partire dalla struttura geometrica e pura dei Marsiglia permette infatti di sviluppare un’intuizione solida e una comprensione profonda dei simboli primordiali, facilitando successivamente la lettura delle scene più complesse e stratificate dei Waite.

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