La guida per ogni vero appassionato di Tarocchi
Recensione
Nel panorama della saggistica dedicata alle carte sacre, esistono testi che non possono semplicemente essere letti, ma che devono essere studiati, assimilati e custoditi. Uno di questi è senza dubbio “La Storia dei Tarocchi” di Giordano Berti, uno dei massimi esperti internazionali di storia dell’esoterismo e dell’arte. Per chi intende la Tarologia come un profondo cammino di evoluzione personale attraverso Le Ventidue Vie offerte dai Tarocchi, questo libro rappresenta la base fondamentale su cui poggiare i piedi. Capire da dove nascono i trionfi è l’unico modo per onorare il presente delle nostre letture e comprendere la vera radice dei simboli.
Chi è Giordano Berti e perché la sua ricerca è unica
Prima di addentrarci tra le pagine dell’opera, è essenziale comprendere l’autorevolezza di chi scrive. Giordano Berti è uno storico rigoroso che ha dedicato decenni alla riscoperta della verità documentale legata ai mazzi storici e alle tradizioni misteriche occidentali.
Il valore del suo approccio sta nella capacità di unire la precisione dello storico d’archivio al fascino del ricercatore del simbolo. Berti non si accontenta delle leggende tramandate: egli scava nei documenti delle corti rinascimentali, analizza i registri degli incisori e mette a confronto le prime varianti iconografiche, offrendo al lettore un quadro pulito, documentato e privo di mistificazioni.
Origini dei Tarocchi: sfatare i miti per trovare la verità storica
Uno dei più grandi meriti di questo volume, che conta oltre 370 pagine e un apparato visivo monumentale di oltre 400 illustrazioni rare, è il coraggio di smontare i falsi miti settecenteschi e ottocenteschi.
- Il mito egizio: Berti traccia con precisione il momento storico in cui autori come Court de Gébelin o Etteilla hanno “inventato” l’origine egizia dei Tarocchi, spacciandoli per il leggendario Libro di Toth.
- La realtà del Rinascimento: Attraverso una mole impressionante di prove, il testo ci riporta nel nord Italia del quindicesimo secolo (tra Milano, Ferrara e Bologna). È qui, nelle raffinate corti umanistiche, che nascono i primi mazzi come il Visconti-Sforza, inizialmente chiamati “Ludus Triumphorum” (il gioco dei trionfi).
Lungi dallo sminuire il valore del mazzo, questa scoperta ne eleva la sacralità: i Tarocchi nascono nel momento di massimo splendore dell’umanesimo, intrisi di filosofia neoplatonica, simbolismo ermetico e riferimenti letterari alti (come i Trionfi di Francesco Petrarca).
Un viaggio iconografico tra alchimia, arte e simbolismo
“La Storia dei Tarocchi” si distingue per essere un’opera visivamente straordinaria. La presenza di riproduzioni di mazzi rari, xilografie antiche e manoscritti d’epoca permette al lettore di fare un vero e proprio viaggio nel tempo.
L’autore ci guida nella comprensione di come l’iconografia cristiana medievale e le prime visioni alchemiche si siano fuse per creare una mappa della psiche umana. Ogni Arcano Maggiore viene così analizzato non come una figura isolata, ma come il tassello di un grande affresco filosofico e morale del tempo.
Il lato ombra dell’opera: cosa potrebbe sfidare il lettore?
Ogni opera monumentale porta con sé piccoli punti critici che è giusto evidenziare per una recensione davvero onesta:
- Un approccio prettamente accademico: lo stile di Berti è quello dello storico puro. Questo significa che il testo è denso di date, nomi di casate nobiliari e dettagli archivistici. Chi cerca un manuale pratico di interpretazione immediata o parole chiave per la lettura divinatoria potrebbe trovare la prima parte del libro complessa o troppo tecnica.
- Il distacco dalla pratica mantica moderna: Berti analizza il simbolo nella sua oggettività storica e artistica. Non si sofferma sull’applicazione psicologica o evolutiva contemporanea delle carte. Spetta quindi al tarologo fare il lavoro alchemico di tradurre queste nozioni storiche in strumenti di crescita personale per i propri consultanti.
Perché questo libro è fondamentale per la Tarologia Evolutiva
Molti operatori contemporanei commettono l’errore di studiare i Tarocchi partendo direttamente dalle interpretazioni moderne, dimenticando il legame profondo con la storia dell’arte e della filosofia.
Leggere l’opera di Berti ti permette di:
- Acquisire autorevolezza: conoscere la storia reale dei mazzi (come i Tarocchi Sola Busca o I Tarocchi di Marsiglia) ti permette di parlare dei simboli con una competenza solida e strutturata durante i tuoi incontri.
- Purificare l’intuizione: liberare la mente dalle incrostazioni di vecchie superstizioni ti permette di accedere al simbolo puro, favorendo una vera e propria chiarezza mentale e una connessione pulita con l’archetipo.
- Onorare le opportunità e il viaggio comune: Comprendere che queste carte hanno attraversato i secoli evolvendosi insieme alla coscienza umana ci aiuta a vivere la tarologia come uno specchio sacro dei nostri tempi.
Conclusioni: un testo da avere in libreria
“La Storia dei Tarocchi” di Giordano Berti non è una lettura leggera da fare prima di dormire, ma un manuale di consultazione che ogni serio professionista o appassionato dovrebbe possedere. È la mappa che ti permette di non perderti nel labirinto delle interpretazioni fantasiose, ancorandoti alla straordinaria bellezza della verità storica.
Studiare questo testo significa fare un atto di devozione verso lo spirito dei Tarocchi, comprendendo che per guidare gli altri verso il futuro attraverso i simboli, è necessario conoscere le radici profonde del passato.
Scheda tecnica
Editore : Om Edizioni
Lunghezza stampa : 353 pagine

